Posts Tagged ‘CO2’

ASPO Italia: “L’arte della retorica nel dibattito sul riscaldamento globale: il “punto caldo” della troposfera”

August 21, 2008

Concordo con il fatto che appoggiare tutta una critica su un unico punto non e’ una scelta retoricamente saggia. Annoiare l’uditorio, poi, e’ un crimine.

D’altra parte tutto questo disprezzo nei confronti degli “scettici” una volta mi dava fastidio. Adesso lo trovo finanche utile, a dimostrare che dietro alle paure climatiche non c’e’ al momento molto di solido.

Riguardo il meccanismo dell’effetto serra, ricordo che e’ universalmente riconosciuto che la sensitivita’ alla concentrazione della sola CO2 in assenza di altri effetti, e’ di circa 1C per ogni raddoppio di concentrazione.

Se si trattasse solo di quello, non staremmo qui a parlarne.

Ma l’atmosfera e’ molto piu’ complicata che un laboratorio: lo stesso IPCC e’ riuscito solo ad arrivare a un ampio range di stime, fra 1.5C e 4.5C, senza granche’ miglioramento negli ultimi sei anni, e il dibattito su quale siano i valori piu’ vicini al vero e’ ancora aperto.

Watts Up With That: The Climate Change and Wine Conference

January 25, 2008

Please don’t tell them that ingested ethanol (=wine) ends up as water and CO2, otherwise somebody will outlaw alcoholic beverages altogether…

Carletto Darwin: Proprio Nel Giorno In Cui il Rapporto

December 5, 2007

Grazie di tutte queste menzioni.

Sulla logaritmicita’ della risposta alla CO2 non penso ci sia niente da discutere: e’ un fatto accettato da tutti ma proprio tutti, un po’ come e’ un fatto che la CO2 e’ una molecola con un atomo di carbonio e due di ossigeno.

Certo in affari di scienza non si e’ mai sicuri al 1,000 per mille, ma insomma quello almeno non e’ un punto di discussione.

Infatti se si legge quello che dicono su RealClimate per esempio, o Jim Hansen, il problema non e’ tanto l’accumulo di CO2 “in se'” quanto gli eventuali feedback positivi catastrofici indotti da aumenti di temperatura.

Riguardo i ghiacci del polo nord in ritirata estiva, c’e’ un interessante articolo della NASA che ne da’ la colpa a peculiari venti e sistemi di alta pressione dal 2000 in poi, e quindi non direttamente ad aumenti di temperatura. Quindi il fatto che ci sia stato meno ghiaccio degli anni scorsi non puo’ essere attribuito direttamente al riscaldamento globale.

Naturalmente quello che bisognerebbe fare adesso e’ stabilire se dietro quei venti e quelle alte pressioni ci sia il riscaldamento globale stesso. Ma dubito che un’analisi del genere venga fatta: o magari non e’ ancora possibile.