Stefano Montanari: quattrocentotrentacinque

9. 28-05-2008 21:32
 
Ho fatto anche io la mia ricerca su PubMed. Le mie conclusioni sono molto semplici:  
 

  • il giornalista di Repubblica ha confuso il numero di casi in una ricerca francese con il numero di articoli sull\\’argomento 
  • lo stesso giornalista ha citato PubMed a sproposito. La ricerca dell\\’Istituto di Vigilanza Sanitaria francese(InVS) e\\’ stata pubblicata sul loro sito, e non e\\’ visibile al momento su PubMed 
  • Lo studio dell\\’InVS dice esplicitamente che i risultati NON PERMETTONO di stabilire la causalità del collegamento osservato l\\’esposizione alle emissioni di un inceneritore e l\\’incidenza di tumori; e che \\”e\\’ importante sottolineare che visto che lo studio riguarda una situazione passata, i suoi risultati NON POSSONO essere applicati al contesto attuale\\” 
  • In ogni caso, l\\’epidemiologia dice che aumenti del 6% o anche del 20% sono troppo bassi per dimostrare alcunche\\’ 
  • Ritornando a PubMed, i lavori li\\’ presenti indicano chiaramente come sia molto aperto il dibattito intorno agli effetti degli inceneritori su tumori, malattie, mortalita’ 
  • E\\’ provato che l\\’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma 
  • Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu\\’ vicina a un inceneritore. 
  • Una quantita\\’ di studi effettuati in varie parti del mondo, Italia, nel Regno Unito, a Taiwan, in Portogallo, in Spagna, in Slovacchia, negli Stati Uniti, riportano invece trascurabili o comunque poco chiari effetti sulla salute da parte degli inceneritori, specie quelli piu\\’ moderni 

 
 
Per quanto mi riguarda, la polemica sugli inceneritori, dal punto di vista scientifico, dovrebbe chiudersi oggi stesso. Chi non mi crede, si rilegga lo studio InVS. 

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2 Responses to “Stefano Montanari: quattrocentotrentacinque”

  1. Antonio Murabito Says:

    Mi soffermo unicamente sulla frase “effetti trascurabili”.
    Un anziano oncologo, del quale mi rincresce non ricordare il nome, a proposito degli effetti ritenuti trascurabili sull’incidenza di tumori, di solfati e solfiti, contenuti nei salumi (a condizione che rispettassero i limiti imposti per legge), metteva in guardia sul fatto che “effetti trascurabili” sommati ad altri effetti trascurabili, dovuti ad inquinamenti delle acque, dell’aria, e di quant’altro, potevano diventare letali, in quanto la compresenza in un territorio di varie fonti di inquinamento di varia origine, non dava come risultato la loro somma e nemmeno la loro moltiplicazione, ma rischiava di produrre effetti a catena non quantificabili, ma non per questo meno pericolosi.
    Quando pero’ non ci sono alternative credibili, come sembra nel caso degli inceneritori, si possono soltanto ridurre ai minimi termini gli effetti nocivi e nello stesso tempo cercare altri sistemi validi.
    Si sviluppano sicuramente più sostanze tossiche bruciando i rifiuti per strada che con inceneritori, o termovalorizzatori, come si vogliono chiamare.

    Mi interesserebbe sapere qualcosa sull’uranio impoverito, che non provocherebbe direttamente tumori, ma solo indirettamente.
    Come dire: “Se non e’ zuppa e’ pan bagnato”.

  2. Mauro Bonino Says:

    “quando non ci sono alternative credibili”. Forse chi ha scritto questa frase farebbe bene a documentarsi. Cercherò di aiutarla invitandola a studiare il caso della contea del Lancashire, dove le alternative ci sono e funzionano http://www.globalrenewables.co.uk/content/townInfo.asp?pgID=1&townID=1&countyID=1.
    In uella contea hanno valutato le alternative ed hanno bocciato l’inceneritore.

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